30 marzo 2016

Polpettine di ceci e bieta con salsa di zucca e germogli - cose che ho imparato negli ultimi due mesi



Cose che ho imparato negli ultimi due mesi:
-mettersi a dieta non è difficile, basta avere il nutrizionista giusto
-seguire la dieta in modo rigorosamente talebano ti semplifica la vita: sai già cosa mangerai, quindi non è difficile cadere in tentazione
-quando reimpari a mangiare ti sembra di avere le chiavi d'accesso al segreto del cibo
-cominci ad apprezzare il non elaborato: pochi grassi, cotture, intingoli eccetera

Però ti viene una voglia stratosferica di dolci.
Incontrollabile.
Del tutto ingestibile, subdola, aguzza lo stomaco e la lingua, fa venire i crampi allo stomaco dalla disperazione.

Io, i dolci. Che non sono mai stata chissà che appassionata, mentre avrei ucciso per una focaccia fatta bene.

E invece all'odore della pizza resisto, ma non a quello di un cheesecake, di una crostata genuina, di biscotti tiepidini. Mi so contenere, eh. Ma dentro sbavo senza controllo.

Mettici anche che mi sono iscritta ad un corso di pasticceria vegana al Romeow Cat Bistrot, uno dei pochi neko-cafè d'Italia (sono i bar con i gatti dentro, solo che questo è un posto più elegante e radical chic, con sei splendidi micioni che si fanno allegramente gli affari loro), perché sentivo di avere voglia di curiosare più a fondo nel genere, oltre al fatto che mi sembrava un modo intelligente di ricreare in parte quel Club des Pirottines bolognese che tante amicizie belle ha portato.

Quei pochi dessert che mi sono concessa di assaggiare hanno spalancato mondi sommersi di armonie alle mie papille gustative, col risultato che adesso non farei altro che sfondarmi di gaufres al farro con panna di soia (mentre scrivo ne sto evocando il sapore e sto salivando, ve lo dico) o torte di mele.
E la ganache al cioccolato e latte di mandorla?
E poi vogliamo pure metterci la scoperta di una pasticceria favolosa come Uovo A Pois che merita post a parte a breve?

Niente, ho voglia di dolci. Biscotto, muffin, pancakes: non sto morendo per la cioccolata ma per altri zuccheri poco nobili. Vorrei infilare le dita in una crema pasticciera, ammorbidire bignè, lasciarmi sbriciolare come una frolla ben fatta.

Invece vi posto una ricetta di polpettine di ceci e bieta con salsa di zucca che sono state votate in un vecchio sondaggio su Facebook, due mesi fa, e che ancora non avevano trovato la loro descrizione su queste pagine. È talmente facile che quasi mi vergogno.

Polpettine di ceci e bieta con salsa di zucca e germogli 

Ingredienti per le polpettine:
200 grammi di ceci lessati e freddi
200 gr di bieta lessata e sgocciolata
1 cucchiaino di tahine 
sale
pangrattato (o farina di mais fioretto)
olio

ingredienti per la salsa di zucca
200 gr di polpa di zucca lessata
paprika ungherese
prezzemolo

germogli di radicchio e rametti di rosmarino per guarnire

Passate al passaverdure (o al mixer se preferite) bieta e ceci insieme, aggiustate di sale e aggiungete un cucchiaio di olio, la tahine e poco pangrattato. Formate le polpettine, passatele nel pangrattato (o nella farina di mais fioretto) e disponetele su piatto largo, coperte, a riposare in frigo per compattarsi.  Passatele in forno per mezz'oretta a 200 gradi, oppure se avete fretta potete anche farle in padella con poco olio. Fritte son più buone, ovviamente, ma più pesanti.
Nel frattempo rullate la polpa di zucca ancora calda e sgocciolata, fatela andare in padella per "tirarla" un po': speziate a piacimento, io apprezzo il tocco dolce e piccante insieme della paprika quindi tendo ad abbondare, ma va a gusto.
Mettete poca salsina sul piatto e il resto in piccoli bicchieri con i rametti di rosmarino a fare da "cucchiaio". Sopra la salsa, tre polpettine e i germogli di radicchio come guarnizione.

In abbinamento, usciti dall'inverno: The Winstons - On a dark cloud