17 gennaio 2013

Cucinotto von Bismarck

E' una grossa responsabilità, quella che mi è stata affidata, e inaugurare la mia rubrica di corrispondenza bavarese parlando del sedano rapa mi sembra un po' una goliardata... ma è proprio grazie a questo curioso ortaggio che oggi sono qui, per cui non me ne vogliate, fedeli lettori dell'Ari, e spendete un istante a frugare nelle cucine dei vostri vicini: cosa che un giorno potrebbe pure esservi utile. La cucina tedesca in generale, infatti, non è certo rinomata per la sua bontà (o quantomeno per la sua leggerezza), ma sui banchi dei supermercati è possibile scovare ortaggi a noi pressoché sconosciuti e il povero malcapitato che non sappia cucinarli si troverà a scontrarsi col proprio istinto di sopravvivenza. Ecco perché ci siamo dati tanta pena.

Per chi non lo sapesse, il sedano rapa ha la dimensione di un melone, il colorito anemico del cavolo verza e altri segni particolari, come protuberanze e macchie scure, che non lo rendono troppo attraente alla vista. In Baviera si trova al posto del sedano tradizionale nelle confezioni di "odori" per preparare il brodo, ma cos'altro ci si potesse fare è qualcosa che sfuggiva alla mia immaginazione, finché non l'ho visto tra le mani di Jamie Oliver durante lo speciale di cucina di Natale. Purtroppo non sono riuscita a trascrivere la ricetta di Jamie, che lo ha preparato in padella, ma, incuriosita dall'entusiastica propaganda delle molte proprietà di questo ortaggio, ho deciso di tentare un approccio. Pare infatti che il sedano rapa sia tanto povero di calorie quanto ricco di fibre, che abbia un'azione diuretica (ampiamente confermabile da chi scrive), drenante e antiossidante. Si dice inoltre che svolga una funzione di riduzione del livello di colesterolo, cosa che, nella mia casa d'oltralpe, lo renderebbe davvero prezioso. Ma entriamo adesso nel dettaglio. 

Come si cucina un sedano rapa?
Con tanta pazienza. La caratteristica fondamentale del sedano rapa, infatti, è che occorrono trenta minuti per pelarlo e dieci per cucinarlo. Si sbuccia come una mela, solo che è poco maneggevole, essendo troppo grosso per entrare in una mano, e la buccia è molto dura.  Okay, adesso di'qualcosa di rassicurante... Ah, sì, state pure tranquilli: se siete avvezzi a cucinare la zucca, quest'esperienza vi sembrerà una passeggiata.

Ricordate che, oltre alla buccia, dovrete asportare anche uno strato di polpa, in modo che l'ortaggio risulti una palla liscia e priva di porosità.

Una volta denudato, potete affettarlo come più vi piacerà: io ho scelto di farne dei dadini. Li ho poi messi nel wok con un filo d'olio, poca acqua bollente e mezzo dado vegetale per il brodo. Dopo 5-10 minuti, i dadini erano già teneri: a quel punto ho tolto il coperchio, aggiunto origano e pepe e lasciato l'acqua asciugare, finché le verdure hanno assunto un bel colorito dorato.

Ebbene: la ricetta del giorno è tutta qui. Un contorno semplice, salutare, incredibilmente veloce (affettamento a parte) e delicatamente saporito che vi farà fare una porca figura con il minimo sforzo. Una volta provato, se apprezzerete il suo gusto, potrete sbizzarrirvi a trasformarlo (mi si dice dalla regia che dia il massimo di sé sotto forma di purea).




Nella migliore tradizione di questo blog, vi lascio con un disco adatto per la situazione: Ramones, Ramones.