8 novembre 2012

Dove eravamo rimasti?

Dalla sfoglia con Aurora Mazzucchelli al nulla cosmico: tre settimane di silenzio blogghereccio.
Oh, colpa mia.
Sono un po' in crisi col mondo ultimamente.

Mi lascerò andare ad un breve quanto articolato lamento: governi e governanti provano a dire la loro, ma la crisi sta ammazzando le ultime speranze residue e anche all'estero non è che siano tutte rose fresche et aulentissime. Tra poco cominceremo a speziare la merda pur di ingoiarla con meno sofferenza.

E io sono un'ottimista, eh, di quelle che stanno sempre sul bright side of life e ci camminano con orgoglio.

Ed è pure il mese del mio compleanno, vaccamiseria, ti pare che io debba essere di malumore quando dovrei solo che aver voglia di festeggiare, visto che il calendario lo fa cadere proprio di sabato?!

Mi pesa la vita. Mi pesano la routine, i lavori che non sbattono da nessuna parte. Mi pesa la solitudine, sì, mi pesa moltissimo l'essere da così tanto tempo sola coi miei brutti pensieri. La mancanza dell'AM è uno spiffero che gela i piedi di notte e a nulla serve Holden che ha deciso che la moda dell'autunno inverno è starmi sempre addosso, scaldandomi cosce e pancia coi suoi tre chili e mezzo di pelo.
Povero surrogatto, chissà quanta negatività emotiva captano le sue vibrisse.

Poca cucina e voglia di cucinare, tanto bisogno di circondarmi di amici, di affetto, di calore umano che vada oltre il nokiatune dei messaggi su whatsapp. Credo di aver bisogno di sentirmi una persona valida, che nonostante tutto sia qualcuno: un concetto difficile, ambizioso forse, egoistico, ma tremendamente necessario.

Per cui tenersi occupati, riprendere faticosamente a leggere dopo mesi di inattività letteraria, recuperare film persi al cinema, concedersi l'estetista, regalarsi un maglione, chiamare e scrivere agli amici che si vogliono tenere accanto: piccoli momenti di materialistico autoaffetto.
Lascio chiuso il fumo nero nel vaso di Pandora, anche se la puzza la sento fino qui.

Henry Purcell - Dido's lament