18 ottobre 2012

La tradizione della sfoglia...?

Ne hanno già parlato e fotografato diverse mie colleghe galline scoccodanti: lunedì sera è stato inaugurato il secondo anno del Club des Pirottines, l'anarcoscuola di cucina fondata da Bebe e Simona. Da queste parti se ne è già parlato a luglio, dopo la serata emulsionata con Riccardo Facchini de Il Pappagallo, e ad aprile, quando partecipai alla mia prima serata e mi ritrovai catapultata in un gruppo di allegre e dolcissime Pirottines, che quella sera pendevano dalle labbra sagge di Beatrice Calia.

Lunedì sera, in occasione del primo incontro, è stato calato un asso culinario notevole e sulla carta pure intimidatorio: Aurora Mazzucchelli, chef donna dell'anno per Identità Golose, stellata Michelin, che comanda col sorriso timido e tenace il Ristorante Marconi, poco fuori Bologna.

Il timore reverenziale è stato mitigato dalla sua pazienza e disponibilità: le abbiamo fatto esplodere la testa con domande puntigliose, chiacchiericcio di sottofondo, interventi a sproposito, gossip tangenziali e quant'altro. Lei ci ha comandate con mano ferma e sorrisi imperiosi, portandoci dirette verso la realizzazione della sfoglia per il Raviolo di Parmigiano con Crema di Burro al Profumo di Lavanda e Mandorla.

(i ravioli in tutto il loro splendore)


Una bomba di sapore, lussuria, freschezza e morbida grassezza su cui Aurora imprime la propria dolcezza e tenacia: non è difficile intuire una forte immedesimazione e rispetto per il cibo, che in un piatto racconta uno chef e tutto il suo approccio alla cucina. 

Io non sono una chef ma ultimamente in cucina mi piace lavorare per sottrazione: mi piacciono i sapori semplici, sfronzolati da inutili abbellimenti o speziature gratuite. Con il piatto di Aurora ho compiuto il giro completo: ogni ingrediente risponde ad un preciso livello di sapore che non sopravviene mai sull'altro, tutto è definito ma elegantemente amalgamato. È poesia, che ci volete fare.

Essendo però impegnata a far le foto, non ho sraviolato in presenza della chef. Sono tornata a casa con la mia palletta di sfoglia e una voglia matta di darle una giusta esecuzione (in qualunque senso la vogliate intendere).

Alle foto l'ardua sentenza.



In sottofondo alla maratona-selezione-foto: Led Zeppelin - Tangerine

10 ottobre 2012

L'autunno depurativo

Tentativo di depurazione dopo una settimana di eccessi, nottate in bianco, sbilanciamenti alimentari. Lo so che sembra impossibile e invece sì, anche i vegetariani intolleranti si sfondano di cazzate: per me son state patatine fritte all'una di notte, focacciacce industriali divorate per fame e stanchezza che mi si sono inchiodate nel piloro, birre a profusione, una qual certa propensione al molto condito e spadellato.
Così sulla faccia mi sono comparsi tutti quegli inestetismi da quindicenne dopo una settimana di gita scolastica: brufoletti, occhiaie, pelle lucida. La panza gonfia. L'umore, anche se solitamente sereno tendente all'instabile, veramente pessimo.

Così ho inaugurato una settimana di qual certa ripulitura, ma nel modo che più si confà ad una cuochetta di periferia:

Mafalde Integrali alla Crema di Broccoli e Ricotta Fresca di Capra alla Menta



Ingredienti per quattro persone
Un broccolo
300 gr (circa) di ricotta di capra fresca
350 gr di pasta integrale, in questo caso le Mafalde di Gragnano
Due-tre cucchiai di olio evo
Sale
Qualche foglia di menta fresca

In una ciotola capiente, con l'aiuto di una forchetta o di una frusta, poca acqua calda e uno dei due cucchiai di olio, lavorate la ricotta fino a farne una cremina alla quale aggiungerete le fogliette di menta. Lasciatela da parte.
Portate ad ebollizione abbondante acqua leggermente salata e lessate il broccolo per una decina di minuti; scolatelo con una schiumarola, in modo da conservare l'acqua di cottura (nella quale potrete cuocere la pasta), e trasferitelo in un recipiente alto e stretto.
Frullate col minipimer fino a ridurlo ad una crema, aiutandovi con qualche cucchiaio di acqua di cottura e il restante cucchiaio di olio. Incorporatelo alla ricotta e mescolate generosamente per farli amalgamare, aggiustando di sale se necessario.
Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela bene al dente e conditela direttamente nella ciotola. Se preferite, potete saltarla in una padella calda leggermente unta.

Non è difficile, è delicata e gustosissima e il vostro fegato vi ringrazierà. 
Pulsando di dolore.

9 ottobre 2012

Sottovoce

Piano piano, in silenzio, senza farsi troppo sentire, questo blog ha compiuto un anno.
Un anno fa mi inventavo un nome che riassumesse le mie passioni principali, soprattutto per ovviare allo shock di dover salutare, seppure a termine, i miei amati farinacei e lattoderivati, e aprivo questo mini spazio per appuntare quegli schizzi di follia che animano il tardo pomeriggio.

Un anno dopo sono quasi completamente vegetariana, se si esclude qualche piatto di pesce occasionale; ho imparato a cucinare e preparare verdure di ogni tipo, a seguire quello che mi offre la stagione attraverso il mercato km zero che frequento ogni martedì pomeriggio; ho scoperto sapori nuovi che non pensavo potessero appassionarmi.
Sì, anche il kamut tanto denigrato nel primo post.

Oh insomma, questo anno intollerante è andato piuttosto bene.
Cominciamo il secondo?

Tanti auguri CookInMusic.


In abbinamento, a cinquant'anni dall'uscita del primo disco: Beatles - Birthday.