23 settembre 2012

"I stand here watching the world go by"

Quelle domeniche di settembre che ti svegli col cellulare che suona. Non fai in tempo a capire perché che ti appare quel numero straniero tanto amato e il risveglio sembra tanto simile a tutti quelli insieme, con la tua voce impastata che sembra fonduta densa e la sua, high-pitched dall'emozione di raccontarti che ha visto qualcosa di stupendo, che dovrete poi avere in futuro.
Sorridi nel dormiveglia e recuperi il gatto sul cuscino, perché la coccola mattutina è sacra, e vi stiracchiate e fate le fusa a vicenda, naso dentro il pelo, baffi intrecciati ai capelli, zampe che si appoggiano sul naso e l'artiglio graffia leggermente.

È semplice serenità autunnale: da una giornata di sabato piena di sole e vecchie amiche, comode come i calzettoni di lana, a una domenica di cielo grigio e aria silenziosa e ferma. Ieri chiacchiere, pranzo fuori all'Alce Nero Caffè, ramblate in centro, shopping (altrui) e tanti passi per rientrare a casa godendosi l'aria fresca; oggi silenzio casalingo, giusto un po' di radio in sottofondo prima di pranzo, mentre scrivo.

Ci voleva un pasto buono, un comfort food (e sapete quanto ci tenga a queste cose) da ramazzare con pezzi di pane un po' induriti, per sperimentare gli ultimi acquisti di oggettistica e alimenti:

(i miei grandi acquisti! lo ammetto, erano in sconto)


Spaghetti di Farro Integrale con Salsa di Pomodoro e Gremolata di Erbe Fresche e Limone

Ingredienti per quattro persone

350 gr abbondanti di spaghetti di farro integrale (Alce Nero, presi ieri)
Una bottiglia di passata di pomodoro biologica da mezzo kg (Alce Nero, pure questa presa ieri)
Due spicchi d'aglio in camicia
Un mazzetto di erbe fresche: basilico, origano e menta in proporzioni variabili
Un cucchiaio e mezzo di scorza di limone
Due cucchiai di parmigiano grattugiato (io quello terremotato dei caseifici di Modena)
Due cucchiai di ricotta salata grattugiata
Olio evo
Pepe nero
Un cucchiaino di zucchero 
Semi di papavero (facoltativi)



Mettete a bollire l'acqua in una pentola alta (gli spaghetti chiedono tanta acqua e una pentola alta, per piacere non fate come quegli stranieri che cuociono due chili di spaghetti nel pentolino del latte che mi viene il nervoso) e tenetela coperta.
Un cucchiaino di olio in una padella con i due spicchi di aglio in camicia a fuoco basso, e mettete a scaldare la passata di pomodoro, aggiungendo il cucchiaino di zucchero (serve a stemperare l'acidità del pomodoro). Fate andare a fuoco lento, versando una mestolata di acqua se la salsa si rapprendesse troppo.
In una ciotola raccogliete tutte le foglie delle erbe, i formaggi grattugiati e la scorza di limone, più il papavero se vi piace, e poco pepe: irrorate di olio evo, circa quattro cucchiai, in modo da formare una specie di pappetta verde profumata di limone.
Cuocete la pasta restando indietro di cottura di almeno tre minuti: aggiungete qualche cucchiaio di salsa di pomodoro già calda alla gremolata di erbe, scolate la pasta e saltatela nella salsa rimasta, poi alzate la fiamma e aggiungete la gremolata per gli ultimi secondi di sapore: le erbe devono restare crude, appena scottate.
Impiattate con le classiche cime di foglie di basilico e menta, e mangiate di gran gusto.


ciotola: CoinCasa

I celiaci possono sostituire la pasta di farro con quella di mais o con del riso da risotto, tipo Carnaroli, che assorbe bene il sugo di pomodoro.
I vegani possono tranquillamente omettere i formaggi o sostituirli con il gomasio.

In abbinamento, anche se deve ancora uscire, perfetto per il mood anni 70: 

18 settembre 2012

La scia dissolvente dell'estate

Esagerazioni australiane proseguite oltre il rientro, con qualche strappo di troppo sul versante delle ore dormite. Mi ritrovo rincoglionita ma euforica, carica di idee e altrettanti sbadigli, voglia di pulizia e modi fantasiosi di ridecorare low cost l'armadio (comprare lo smalto ad asciugatura rapida e dormire una notte in camera di mio fratello) e diversificare, per l'ennesima volta, la disposizione dei mobili di casa.

Settembre mi piace tanto. Mi mette addosso un'energia preautunnale di giornate accorciate, maglioncini naif, look ispirati agli anni 70 e cibi morbidamente stufati  con un retrogusto fresco di fine estate: settembre è l'incrocio tra estate e autunno (estatunno? autustate? certo, non suonano per niente bene), una mezza stagione di transizione che trova il suo apice in questo mese.

Così, ispirata dai ricordi di un ristorante di Brisbane dove ho mangiato dei piatti sfiziosissimi, ho appena finito di divorare:

Insalata Tiepida di Patate, Rape Rosse Caramellate e Fagiolini con Briciole di Feta e Nocciole




Ingredienti per due persone
2 patate grandi
2 rape piccole
100 gr di fagiolini freschi
una fetta (circa 80 gr) di feta sgocciolata
una manciata di nocciole 
un cucchiaio di miele
un cucchiaio di olio evo

Per prima cosa, scegliete la musica giusta. Ci vuole un bel vinile che assecondi lo scolorare del cielo e quella sensazione di fine giornata che accompagna le sette e mezza di sera. Io ho scelto in automatico il disco omonimo di Rickie Lee Jones, quello con lei splendidamente anni settanta in copertina.

Lessate le patate e le rape immergendole in acqua fredda; calcolate 45 minuti dall'ebollizione. Ponete uno scolapasta nella pentola e cuocete contemporaneamente, a vapore, i fagiolini per circa 15-20 minuti: in questo modo risparmiate una pentola e il gas (siamo per l'ecocucina, qui! o almeno ci proviamo)..
Tritate le nocciole, sbriciolate la feta e mettetele da parte.
Scolate le patate e le rape e immergetele in acqua fredda, poi pelatele; tagliate le rape a fette sottili.
Ungete una una padella antiaderente con pochissimo olio e adagiate le fette di rapa, saltatele un paio di minuti poi aggiungete il miele: fate stufare per qualche minuto, aggiungendo un cucchiaio di acqua se necessario, a fuoco basso.
Tagliate a fette le patate.
Saltate i fagiolini con pochissimo olio.
Aggiustate di sale e impiattate a piacere: io ho tenuto tutto separato per le foto, ma l'importante è la granella di nocciole a pioggia sugli ingredienti!


Riposizionate il vinile e godetevi questa.

8 settembre 2012

Ma questa ci si è persa, in Australia?

Nono, state tranquilli, sono tornata tutta intera.
Un pezzo di cuore è lì, stretto all'AM, ma per il resto sono qua.

Piccolo segnale di vita per rassicurare il blog, sono giorni talmente pieni e convulsi che non ho né tempo né voglia di cucinare. Al lavoro consumo insalate, a casa ci sto poco e tra una cena fuori con il Rouge (che vi devo presentare) e una sera dalla Sòcera (pesto+fagiolini+patate ed è slurp al primo colpo), c'è poco da curare la dispensa.
L'unica sera che ero a casa ho preparato qualcosa, ma l'ho fatto talmente controvoglia che dopo aveva un buon sapore di pressappochismo. Saporito ma grezzo.

È che in Australia si mangia talmente male che devo ancora resettare le papille gustative. Se prendo chi ha osato definire l'Australia il tempio della cucina fusion, lo prendo e lo fusion io.
In un esperimento nucleare, però.