3 luglio 2012

Giocare in casa

Dopo i criticati-emozionanti-deludenti Europei, le metafore calcistiche continuano ad affiorare.

Leggevo qua e là, seguendo i palleggi del feedreader, quando su Intravino, un sito che permette anche a gente come me di comprendere le grandezze di certi vini e le differenze tra gli uvaggi, leggo questo articolo sulla cantina Palazzone di Rocca Ripesena, sita sotto (o meglio sopra, visto che come altitudine un po' la sovrasta) la Rupe che non mi ha dato i natali, ma comunque casa per diciotto anni.



Mi emoziono sempre quando trovo l'Umbria nominata in giro. Sarà che apparentemente non è molto considerata, tutti sanno dov'è ma pochi la conoscono davvero. 
C'è chi ci è stato in gita scolastica, c'è chi ci ha fatto il C.A.R., c'è chi ti dice "beh ma è bellissima la Cattedrale!/il Santuario!" e tu sgrani gli occhi e correggi in tackle acido "il Duomo, sì", perché cattedrale lo dici a qualcun'altra e soprattutto i santuari valli a cercare da padrepio e simili.
Per noi rupestri è il Duomo, punto.

Sono orgogliosa di esportare certi sapori, brandire salsicce di cinghiale e pezzi di caciotte, andare alle cantine di zona e far mambassa di bottiglie in complicità con mio padre, passare tra i banchi del mercato del sabato mattina per vedere le facce rugose e invecchiate dei venditori di sempre.

Parlare di casa mi riporta ai vini dei contadini, ai pranzi con gli amici in campagna al glicine della vecchia casa sui cui campi correvo appresso a mio nonno sventolando una minizappetta. Quella casa venuta giù di colpo quando ero già all'università, poi ristrutturata e trasformata in b&b.
E la torrefazione dove continuo a prendere il caffè, trascinandone chilate in valigia, che a fine luglio chiuderà per sempre e non riesco nemmeno a sostenerlo, questo pensiero.

Cambieranno pure i ricordi, forse. 

In queste giornate di pensieri a maglie fitte, penso a tutto il passato che porto dentro mentre corro su un campo gigante, verso un gol che non riesco a vedere.


But I know I have a fickle heart and bitterness,
And a wandering eye, and a heaviness in my head.

Adele - Don't you remember