2 luglio 2012

Caron dimonio, con occhi di bragia



"Guai a voi, anime prave! Non isperate mai veder lo cielo" 

Inferno, Canto III,  84:85

E il cielo, infatti, semplicemente non c'è.
Il sense of humor degli amici meteorologi non accenna a diminuire, un po' come l'afa che affossa Bologna da due settimane. Siamo di nuovo all'inferno: puzzolente di smog, bollito dai motori dei condizionatori, grigio di città. Poco vento, le cicale stridono un bordone distorto e acuto. L'aria, se si volesse trovare un aggettivo a descriverla, la definirei semplicemente "ferma".

In ogni caso, la fine di giugno è stata bollente di temperature e di novità.
Il piccolo pc Boris è stato mandato in pensione con l'arrivo del fiammante MacBook Air, al quale devo ancora trovare un nome. Mi sento emozionata come una bambina quando lo guardo.
La mia anima ecologica-risparmioenergetico-emissionizero è stata vergognosamente felice per l'inaspettato -e contro ogni principio- regalo giunto dalle terre umbre: nonna Lucilla, la scattante e vecchiotta auto di mia mamma, è passata ufficialmente nelle mani e nei piedi miei e del Bro.
Addio attraversamenti della città impilata su autobus che sanno di sudore: adesso è tangenziale, dieci minuti e un'ora di sonno in più.
Indubbia comodità, ma la mia anima da viaggiatrice è un po' delusa; come amo i viaggi in treno, quell'oretta in autobus era pesante ma mi permetteva di notare mille dettagli, posti, caratteristiche delle varie zone della città. L'autobus è un perfetto traghettatore della società, ti mostra tutte le sue facce e sfumature nel giro di poche, sudate fermate.
Però un quarto d'ora a fronte di un'ora è un bel miglioramento.

Con questo caldo, la voglia di cucinare viene sostituita dalla voglia di lavare le verdure e vivere di crudité, pinzimoni, insalate e basta. Non accendo il forno né per dolci, né per il pane: potrei scappare. Forse trasferendolo momentaneamente in cantina potrei ancora cuocerci qualcosa.
Per questo ho accolto con ancora più piacere la lezione che Riccardo Facchini, chef resident del Pappagallo di Bologna, ha tenuto all'ormai famoso Club des Pirottines sulle emulsioni di verdure e pesce fresco.

(Riccardo spiega come trattare i gamberi)

Ci siamo ritrovate stipate attorno ad un tavolone di legno in una calda serata di giugno.
Una meraviglia di sera condita con olii e aceti dai sapori nuovi, frizzante di minipimer alla massima potenza e, a concludere, una deliziosa lezione di arte ad opera della bravissima Blue che mi ha fatto salire dentro una furente voglia di vedere Bilbao.


Le Tre Emulsioni Di Riccardo Contro Caron Dimonio


Le tre emulsioni - da sx: datterini, fagiolini, gamberi- 
nei barattolini di Bebe



Per l'emulsione di datterini:
200 gr di pomodorini datterini
Olio di vinaccioli (in alternativa, di semi di girasole biologico)
Sale
Pepe
Limone

Lavate i datterini e poneteli nel bicchiere del minipimer. Versate un dito di olio (all'incirca, tre/quattro cucchiai abbondanti) e frullate senza pietà alcuna. Filtrate con un colino o un cinese e condite con poco sale (anche zero), pepe, qualche goccia di succo di limone e poco zest grattugiato. A piacere, anche qualche goccia di vodka o rum bianco.
Un'alternativa suggerita da Riccardo: al posto del succo e della buccia di limone, mettete qualche goccia di aceto di lamponi.

Per l'emulsione di fagiolini
150 gr di fagiolini freschi 
Una punta di acido ascorbico (si trova in farmacia, serve a mantenere il verde delle verdure)
Acqua minerale (io ho usato quella filtrata di casa)
Olio di vinaccioli o girasole biologico

Lavate i fagiolini e senza spuntarli metteteli nel solito bicchiere da minipimer. Aggiungete l'acido ascorbico, un dito di olio e un dito di acqua e frullate. Filtrate con attenzione nel solito colino. Se dovesse essere troppo liquida, aggiungete una punta di agar-agar.
Riccardo suggerisce di accompagnarla con carni bianche o molluschi. È un'emulsione molto delicata.

Per l'emulsione di gamberi
4-5 gamberi rossi freschissimi
Olio di semi di girasole
Acqua minerale

Solito procedimento: gamberi interi non puliti, un dito di acqua e un dito di olio. Frullate pazientemente. Filtrate per eliminare i resti di carapace: verrà una salsa densa, perfetta per il cocktail di gamberi rivisitato. Da accompagnare, naturalmente, a gamberi freschissimi appena scottati o grigliati. 
Si conserva un paio di giorni in frigorifero.

Alla fine della serata, rinfrescate/i e rinvigorite/i dai nuovi sapori, ci siamo concesse/i una foto di gruppo. Manco ovviamente io, che ero dietro la mia preziosa 40D.


(Qui, in album pubblico su fb, le altre foto della serata)

Inutile dire che questo Club des Pirottines sta diventando un appuntamento che attendo ogni mese con gioia crescente e curiosità infinita, perché è bello condividere la passione per la cucina con persone che riescono a capire cosa voglia dire "sperimentare" e non fossilizzarsi sui soliti sapori conosciuti.
Grazie, Pirottines.

Led Zeppelin - Thank you