19 giugno 2012

Scipione l'Africano esportò il couscous fino in Europa, ne sono certa


-Ciccio! Scipione l'Africano in confronto a noi di Cuneo era!-
Franco&Ciccio

Come ogni estate, a giugno, Bologna si infuoca. Quest'anno la settimana bollente l'hanno chiamata Scipione. Forse si credono simpatici.
Il cielo azzurro scolora in un grigio afoso, appesantendo la gravità, e l'aria si satura di smog. Sembra di respirare dentro un bicchiere di acqua e anice, eh già. Si scioglie il trucco, si indossano i pantaloni corti riciclati da un paio di vecchi jeans, spuntano le unghie dei piedi smaltate di arancio dentro i sandali di cuoio. Sugli autobus è un prenderci, tra il sedersi per miracolo e l'aria condizionata che funziona una volta sì e tre no.
Appare sudore rorschachiano sulle magliette.
Fa caldo e si fa di tutto per risparmiare energie e liquidi, ignorando i soliti servizi microcefali sul "non uscire di casa nelle ore più calde - bere molti liquidi - mangiare leggero - rinfrescarsi spesso". 
Mi sa che ci hanno preso davvero per stupidi.

La ricetta anti-caldo del giorno è di una facilità vergognosa, ma permette di risparmiare veramente un sacco di tempo e sbattimento. Quasi zero fornelli e un bel riciclo di verdure, legumi, spezie e frutta secca.

Couscous A Risparmio Energetico
Ingredienti per quattro persone

Un bicchiere (circa 200 gr) di couscous di orzo
Un bicchiere (circa 200 ml) di acqua bollente poco salata
Una zucchina scura
Una carota
Due pomodori (o cinque-sei datterini)
Mezzo barattolo di lenticchie bio
mezzo barattolo di ceci bio
Due cucchiai abbondanti di yogurt di soia (o anche yogurt bianco normale)
Una manciata di uvetta bio
Un cucchiaio di mandorle spellate
Un cucchiaino di semi di papavero
Curry
Olio evo
Menta fresca
Basilico
Sale



Tagliare a dadini i pomodori, le zucchine, le carote e condirli con poco olio, il basilico, la menta e il sale. Aggiungere le lenticchie e i ceci scolati. Emulsionare in un bicchiere lo yogurt con il curry, i semini e un filo di olio per legare, ne basteranno poche gocce Condire le verdure e far riposare.
Versare il couscous di orzo in una ciotola e coprirlo con l'acqua bollente salata, un coperchio e farlo riposare cinque minuti.
Unire tutto in un ciotolone capiente, condire con l'emulsione, aggiungere la frutta secca dopo aver tritato le mandorle e aggiustare di sale se necessario.
Far riposare una mezz'ora e mangiare svogliatamente.
Senza musica, che fa caldo anche quella con questo tempo.

11 giugno 2012

Non c'è bisogno di correre per sapere di aver fretta

Una settimana impregnata di stanchezza, poco riposo, lunghissime corse metaforiche da una parte all'altra della città e miliardi di piccoli impegni e preoccupazioni.
Tempo per cucinare?
Non pervenuto.
Essere fuori a pranzo e a cena tutti i giorni, uscendo la mattina alle nove e rientrando la sera tardissimo, non si concilia esattamente con la voglia di cucinare -e soprattutto con una dispensa ben fornita. Ho il frigorifero con l'eco e anche le scorte da attacco nucleare sono state ampiamente intaccate.
In questo deserto tartaro di alimenti, ho avuto però la fortuna di riesumare una vecchia, simpatica ricetta sciué-sciué che soddisfa ben tre criteri base:
1- necessita di un tempo minimo di preparazione
2- è scenografica e funziona anche in caso di cenette improvvisate con qualcuno su cui dovete far colpo
3- è buona da svenimento

Se veramente volete coccolarvi, dategli anche un nome pomposo-radical-chic, come

Torretta di Melanzane e Bufala all'Origano fresco

Ingredienti
Una melanzana lunga di grandezza media (io ne ho usata una viola chiaro)
Mozzarella di bufala sgocciolata bene
Un rametto di origano fresco
Sale
Olio evo (buono! mi raccomando!)



Tagliate la mozzarella di bufala a fette e fatele sgocciolare. Scaldate la griglia che dovrà essere bollente. Affettate le melanzane spesse un cm e cuocetele sulla griglia, qualche minuto per lato.
Impiattate: fetta di melanzana, fetta di mozzarella, foglioline di origano, due goccine di olio, melanzana, mozzarella, foglioline di origano fresco, due goccine d'olio.. completate infilzando nell'ultima melanzana la cima del rametto di origano e un filo d'olio a legare i sapori.
(L'altezza ideale non è quella della mia foto, ché dovevo esagerare; tre strati di melanzane -e due di mozzarella- sono sufficienti.)

In abbinamento, tentando di godersi un po' di relax:
Phoenix - Run, run, run

2 giugno 2012

Fili

La seconda metà di maggio è scivolata via come i fili di un maglione tirati dalle unghie del gatto.
Confusionaria, ricca, trepidante, calda, soffocante.
Terremotata.
Sono rispuntati amici e amiche seppelliti da un tempo poco clemente e quando ci parli ti sembra proprio il momento perfetto per riannodare i lacci perduti. C'è gente che vale la pena recuperare nella propria vita.
Come Serena, che lavora su se stessa abbinando il buddismo alla sana causticità.
Come Ilaria, che ama i gatti e il rugby e mi abbraccia con un trasporto che non pensavo di ispirare nelle persone.

Il terremoto rimaneggia in venti secondi la scala delle priorità.
Che le prime cose che pensi, tutte contemporaneamente, sono "passerà" "dov'è il gatto" "se mi succede qualcosa all'AM chi lo dice".
Il terremoto spezza le certezze, annoda la pancia, accelera il cuore e il respiro. Dura pensare di respirare di pancia e rilassarsi. Sei lì e aspetti che finisca, immobile sotto il muro portante, Holden in braccio con le orecchie dritte e gli occhi spalancati. Einstein con la relatività ci aveva visto giusto: nell'applicazione pratica, in quei dieci secondi di scossa hai tempo di vedere i pali della ferrovia tremare e contare i tuoi "sta passando" che ritmano le oscillazioni del lampadario.
L'infinito che si concentra e si dilata.
L'urgenza di usare tutti i canali di comunicazione per sentire gli amici, rassicurarsi a vicenda, spendere parole di paura e conforto e sapere che da qualche parte, mentre la vita riprende il suo corso di incontri-cene-aperitivi-lavori-progetti, non c'è più né qualcuno né qualcosa.
Lo sai e una parte del tuo cuore si oscura.

Ho cucinato poco e senza troppa inventiva in questi giorni.Temo che vi dovrete accontentare di un semplice plumcake gluten-free preparato, in via sperimentale, per ovviare all'emorragia di biscotti che colpisce frequentemente questa casa.

Plumcake alle Ciliegie (gluten-free)

200 gr di zucchero di canna Mascobado
4 uova
250 gr di farine così ripartiti:
   -150 gr di farina di mais fioretto
   -100 gr scarsi di farina di riso
   -1 cucchiaio di fecola di patate
mezzo bicchiere (circa 100 ml) di latte di riso 
1 bustina di lievito
Una decina di ciliegie
Semi di papavero (facoltativi)

Separare i tuorli dagli albumi, che andranno riposti in frigorifero in attesa della montatura. Lavorare con una frusta lo zucchero con i tuorli d'uovo per una decina di minuti: devono essere spumosi. Fate intiepidire il latte di riso. Aggiungere le farine accuratamente setacciate e poi, dopo averci stemperato il lievito dentro, il latte. Montare gli albumi a neve ferma e unirli al composto. Aggiungere, se piacciono, i semi di papavero.
Mettere il composto in un impasto da plumcake e disporre le ciliegie in fila sulla superficie.Io non le ho denocciolate, è più divertente rischiarci un dente che perdere tempo a sfaldare il succo prezioso.
Cuocere a 180° per 45 minuti (fate sempre la prova dello stecchino).

(le rose sono state gentilmente offerte dal mio giardino)

In abbinamento, da due giorni in loop, perché le vere ragazze anni novanta l'hanno sempre amata: