25 aprile 2012

Ora e sempre Resistenza

Oggi, 25 aprile, per me è una data doppiamente importante.
è la data ufficiale della Liberazione dal Nazifascismo, la festa della Resistenza Partigiana, un pezzo di storia italiana che mi bolle dentro come un esplosione del sangue. 
Sin da ragazzina mi sono appassionata alla cosiddetta Letteratura della Resistenza: ho letto libri, romanzi e saggi critici di molti autori, ho studiato attentamente la Storia, ho partecipato attivamente a raccolte di racconti dei partigiani e degli sfollati nelle campagne umbre; ho cantato, e questo non è poco, i canti della Resistenza assieme ai fantastici musicisti e coristi della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, con Giovanna Marini a farci da "mondina".

Ho un brivido potente lungo la schiena ogni volta che ripenso all'intervista a quel nonnino, allegramente sui novanta già dieci anni fa, che raccontava dei rastrellamenti, delle fughe dalle caserme, delle coraggiose donne di paese che sfamavano e nascondevano i ricercati dalla polizia italiana e dai tedeschi. 
Mio nonno materno è stato prigioniero in Africa, se non ricordo male in Algeria, catturato dai tedeschi. Io ero troppo sciocca e poco attenta all'ascolto dei suoi racconti: "quando ero in Africa..." accennava, grattandosi la testa, mentre negli occhi azzurro chiaro passava un gonfiore ombroso di ricordi. Io staccavo il cervello, era un ritornello che mi seduceva ma mi impauriva.
Adesso mi mancano quelle narrazioni con le voci che mormoravano parole sempre più monotone, quasi a smorzare la potenza evocativa del ricordo; ma il tono morbido non riusciva a contenere quei tanti fantasmi, così vividi che li potevi quasi sentire.
Ho fili di storie intrecciate in testa.
Il 25 aprile evoca in me un potente spirto battaglier e ogni volta mi sale dentro un'indignazione fiera, un orgoglio importante. Non dimentico, ecco. Per me la frase "Ora e sempre Resistenza" ha un valore forte. Sono ancora capace di emozionarmi ascoltando Bella Ciao, Fischia il vento e tutti quei canti a voce piena. (vi rimando alla mia preziosa Betta per approfondimenti sulle tecniche vocali dei canti popolari)

Ho voluto omaggiare chi ci ha permesso, lottando, di ottenere tutti i diritti per i quali dobbiamo ricordarci di lottare, perché nulla ci è garantito. Credo sia proprio una questione di dignità.

La Bruschetta del Partigiano

(tutte le genti che passeranno
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
tutte le genti che passeranno ti diranno che bel fior)

Pane integrale o semintegrale a mollica umida (stavolta l'ho comprato dalla bravissima panificatrice del mercatino del martedì al Vag, perché il suo pane non mi fa male..)
Passata di pomodoro (se l'avete fatta in casa è meglio, io mi sono accontentata della biologica )
Origano fresco (del mio giardino)
Un paio di spicchi d'aglio 
Olio evo bio
Sale integrale

In una padella non antiaderente mettete a scaldare a fuoco vivo la passata di pomodoro e fatela andare per un buon quarto d'ora perché si asciughi debitamente. Controllate che non si attacchi, è importante.
In una ciotola capiente mettete in infusione una decina di foglie di origano con due spicchi d'aglio e tre cucchiai di olio evo e lasciatelo a riposo mentre aspettate che la salsa di pomodoro si restringa. Nel frattempo scaldate il forno a 150°/170°.
Tagliate il pane a fette non troppo spesse, mettetele sulla griglia da forno e infornate cinque minuti di orologio, così che inizi a perdere l'umidità e faccia la crosticina. Togliete la salsa dal fuoco e amalgamate, mescolando piano, all'infuso di olio. 
Spargete a cucchiaiate la salsina di pomodoro sul pane e infornate una decina di minuti a 180°.
Servite su foglie di tarassaco o erbe di campo che avete a disposizione. 

E questo è il fiore del partigiano
bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E questo è il fiore del partigiano 
morto per la libertà.



E il secondo motivo?
Avete ragione, sì, è vero, ma non mi sono scordata.
L'importanza del 25 aprile assume una sfumatura ancora più tenera, perché è il compleanno dell'amore della mia vita: l'AM: