10 marzo 2012

Sgonfia o son desta?

E pizza è stata.
Un tackle ben piazzato sui tradizionalismi del Bro, in questo tale e quale a mio -e suo, sopratutto in questo caso- padre: curioso ma in fondo un po' schizzinoso.
Il blob di farina aglutinata, lievito e acqua ha serenamente lievitato dentro il forno spento e in due orette scarse era diventato in tutto e per tutto una fantastica nuvola, raddoppiato il volume e smanioso di convincermi della sua effettiva bontà.

Dalla ciotola ho prelevato metà impasto e l' ho spalmato a suon di manate aperte, unte di olio, sulla placca da forno -l'assenza di teglie valide mi sta innervosendo sempre di più-; è discretamente difficile domare un impasto senza glutine, in quanto non ha l'elasticità collosa di quello classico ma tende a scomporsi e a bucarsi. A forza di paciugare sono riuscita a farlo arrivare ai bordi, pronto per essere condito.

Essendo stato un esperimento totalmente alla cieca (c'è chi saprà darvi indicazioni precise e molto ben dettagliate sui farinacei specifici per celiaci, come le due animatrici di Un cuore di farina senza glutine), prendetelo col beneficio della principiante in vena di giocare all'emulazione aglutinata del mitico Gabriele Bonci. O quasi

Pizza Senza Glutine Bonci-style
(dèi, punitemi).

Ingredienti
500 gr di farina senza glutine (io ho usato quella per pane, pizza, pasta e dolci della Coop)
una bustina di lievito secco (controllate che sia sul prontuario)
acqua calda (circa.. boh, ho fatto a occhio, indicativamente 300ml)
cucchiaino di zucchero

Versate la farina in una ciotola capiente, aggiungete il lievito secco, lo zucchero e poi l'acqua. Se avete il robot impastatore, toglietegli la polvere e usatelo; io mi sono pentita di non averlo fatto. La farina senza glutine ha la consistenza della fecola di patate, è molto "umida" sulle mani e diventa, come dicevo, impegnativa da impastare con l'acqua. Ho sciolto con le dita i grumetti che iniziavano a formarsi (questi errori da principiante che versa tutto il liquido insieme, tzé, sono proprio sciocca) e ho cercato di ottenere una palla più o meno regolare, ridendo da sola come un'imbecille mentre le mie mani sparivano nella pasta.
Ho scaldato un po' il forno a 50°, l'ho spento, ho messo la pellicola sulla ciotola e l'ho cacciata nel forno a farsi gli affari suoi. Ho pulito le dita con la paglietta delle padelle perché col cavolo che l'impasto veniva via e mi sono dedicata ad altro.
Dopo due orette serene, la pasta era più o meno pronta. La prossima volta la lascerò su tutta la notte per vedere che succede...

Come condimento, ispirata da visioni mistiche, ho scelto una via rapida che convincesse anche lo scettico fratello: rondelle di zucchine a cuocere insieme alla pizza, un po' un mio cavallo di battaglia dei tempi della farina zero e doppiozero.
Sai che novità.
E invece..
Ho condito con un filo di olio buono dei deliziosi cuori di spinaci, trovati al Mercato delle Erbe l'altro pomeriggio.Croccanti, profumatissimi. Quando la pizza è uscita dal forno (pur se lievemente attaccata alla teglia, mortaccisuasecchi), ho aggiunto gli spinaci alle zucchine e ho portatotutto  in tavola, tagliando a pezzi irregolari. Un successone, buonissima e delicata, semplice, leggera e sopratutto non gonfia lo stomaco.
La seconda versione, per ingraziarmi il Bro ancora di più dopo il "sacrificio" del verde a crudo, è stata una classica pomodoro+cipolla, con le rosse (tonde però, non ellittiche come le Tropea) ammollate cinque minuti in acqua calda e poi mescolate alla salsa di pomodoro fatta in casa da mamma.
Stavolta ho steso la carta forno, che ho tolto a cottura quasi ultimata per permettere l'ultimo passaggio per croccantare il fondo e i bordi.
Doppio successone porcoso.

(solita fotaccia col cellulare, argh)


La soddisfazione di non doversi attaccare alla bottiglia di acqua (o correre verso la toilette più vicina dopo un'oretta di digestione) è già sufficiente a rendermi felice.
La pizza senza glutine è buona, cavolo.