2 febbraio 2012

Sotto una glassa a zero gradi

Nevica. Da due giorni, ininterrottamente. E da due giorni me ne sto in casa, dispensata dal lavoro e da ogni altra attività che comporti l'uscire dal portoncino di casa. Scompare la ferrovia che vedo dalla finestra del soggiorno, sepolta da sessanta centimetri di fiocchi piccoli, farinosi, morbidi.
La città impazzisce in un contesto postmoderno di caos e disagi. Io mi godo la fortuna domestica, con Holden che dorme nascosto nella coda e una serie di pensieri da riordinare, primo fra tutti la partenza dell'AM.

Sì, perché nella bolgia di freddo, gelo e ritardi astronomici, l'AM è riuscito a salire sul suo aereo verso l'Australia.

Non ho pianto perché non sono tipa da emozioni in piazza. Gli ho sorriso mentre cercava la mia mano e qualche bacio ricordo, mentre i capitreno passeggiavano sui binari di Bologna Centrale slalomando i passeggeri innervositi dai disservizi. Ho continuato a sorridergli perché non c'era tristezza nel nostro saluto, solo la promessa di rivedersi presto, devo fissare l'aereo e lo raggiungerò appena esauriti gli impegni che popolano le mie giornate. Ho sorriso ancora quando le porte si sono chiuse e il treno ha sfrenato la marcia lenta per uscire dalla stazione. E ho riso alla valanga, in tema con la giornata di neve, di offerte e affetto delle mie amiche, tutte preoccupate per me e desiderose di farsi vicine malgrado l'impossibilità di muoversi.
Donne, vi amo, grazie.

Non avevo fame, ieri sera. Un po' di voglia di schifezze, forse, che non impegnano la cucina ma sgranocchiano in concomitanza coi pensieri. Solo che non mi andava di farmi del male fisico con lo stomaco già contratto da due giorni. Così ho pensato al mio comfort food di elezione: le patate.

Il genere di verdura che mangerei in qualunque forma possibile, con qualunque condimento, in qualunque luogo.

Dalla necessità di coccola e calore, nascono le 

Patate Antifreddo - Comfort Food

Ingredienti a sentimento:
Patate a pasta gialla, piccole, anche coi morzi, insomma quelle che avete
Sale
Senape
Olio extravergine d'oliva
Prezzemolo

Lessare le patate con la buccia, raffreddarle un poco sotto l'acqua fredda (trucco efficiente per poi spellarle), eliminare, se non piacciono, le bucce e disporre le belle pallette bollenti in un piatto. In un bicchiere emulsionare un cucchiaio d'olio, mezzo cucchiaio di senape buona (o meno se non amate la senape), un po' di prezzemolo tritato e poco sale. Sbattete con la forchetta e versatelo sulle patate intiepidite.


(fotaccia fatta col cellulare al buio, non prendetela troppo per buona)


Non ci vuole tanto a prepararlo ed è un piatto che scalda e rasserena; saporito il giusto (la mostarda rivitalizzerebbe qualunque morto), salutare (in fondo son poi patate lesse) e allegro (quel prezzemolino verde mette troppa allegria).
Le patate sono un leitmotiv tra me e l'AM, le mangiammo addirittura in un pub la prima sera che uscimmo insieme. Parlammo e ridemmo talmente a lungo che alla fine i camerieri tirarono su le sedie per cacciarci di lì.

Ieri sera le patate hanno consolato la mia solitudine.

Buone avventure, AM