22 gennaio 2012

Colazione da Tiffany? Meglio a casa propria

Sono pigra. Ma pigra autentica, pigra da ignorare la sveglia, pigra da dare pugnetti all'AM per farlo alzare prima di me e prepararmi il caffè.
Senza colazione casalinga non so stare; per me la colazione in piedi al bar è un insulto alla calma e al piacere di mangiare serenamente in pigiama. Non mi è mai piaciuta la colazione al bar.
Ho avuto sempre la buona abitudine di mangiare abbondantemente la mattina, un po' perché è un rito consolante e blandamente pigro -sì anche lui-, un po' perché credo fermamente nel risveglio lento e profumato di caffè, spremute, biscottini e quant'altro.
Da piccina ho attraversato varie fasi della colazione: té e toast all'inglese, latte&Nesquik con vagonate di pan di stelle, pane e caffellatte bollente (la goduria massima era il pane calabrese delle estati, salato e umido, sbavo solo a pensarci), caffellatte e biscotti. Un bel po' di variabili.
Le colazioni del viaggio in Messico, con mezzilitri di succhi di frutta fresca centrifugati al momento, uova,  fagioli, panini di carne che adesso mi farebbero rabbrividire; l'esplosione di sapori pantagruelici del periodo brasiliano, con l'assuefazione drogata ai pão de queijo mineiro, i succhi di maracujà e papaia, mango, ananas&menta, caffè a litrate, toast, panini e barattolate infinite di requeijão da spalmare.
L'eleganza recente delle colazioni svedesi, con paté e pane nero, formaggio, aringhe, burro salato e marmellate di frutti rossi dal sapore coinvolgente.

La colazione è un rito fondamentale cui non so rinunciare e l'AM lo sa, lo ha imparato, anche se lui considera il cibo semplice nutrimento e non piacere estremo (perlomeno non come me). A volte ci troviamo con la dispensa vuota, ma un caffè ce lo prepariamo sempre. Da quando le intolleranze sono state certificate, si è adeguato anche lui alla necessità di novità e alla privazione di alimenti già pronti che semplificano tanto il momento traumatico del risveglio.

Spesso, per fortuna, c'è del pane fatto in casa; le marmellate non mancano mai, c'è la Nutella (per l'AM) e la crema fondente alle nocciole, artigianale (posso mangiarla anche io!). Ultimamente ho sfornato dei biscottini che dovrò ripetere e postare qui (grazie Montersino! grazie!).
Ho comprato tempo fa la strepitosa farina di riso del Mulino Marino ma non ho ancora avuto il tempo di utilizzarla in modo decente. L'AM se ne è appropriato e ha reinventato un classico della colazione:

I Pancakes di Riso Senza Latte Vaccino dell'AM
(per otto dischi di pancakes)
200 gr di farina di riso
10 gr di lievito
10 gr di zucchero semolato
6 gr di sale
45 gr di burro (capra o bufala)
280 ml di acqua
1 uovo
un cucchiaio scarso di olio di semi per la padella

L'AM me l'ha dettata così:
"Sciogliere il burro a fuoco bassissimo -o, se volete velocizzare, al microonde. In una terrina buttate tutto insieme..."
"Ma come!"
 "Sì vabbè, hai capito..."
"Eh ma io devo essere precisa.."
"Allora scrivi: setacciate la farina di riso con il lievito, aggiungere lo zucchero e il sale. A mano a mano che aggiungerete i liquidi, fate andare lo sbattitore elettrico in modo da amalgamare tutto al meglio, ottenendo una pastella mediamente densa. La consistenza è quella della crema pasticciera."
"Ok."
"Nel mentre bisogna prendere una padella larga e piatta e ungerla con un piccolo strato di olio di semi... anzi, bagnare un pezzo di scottex con olio di semi e ungere la padella, è meglio"
"Poi?"
"La padella va a temperatura media, il fuoco... utilizzando il mestolo come misurino, versare l'impasto nella padella calda in modo che prenda la forma di un disco di circa 10-15 cm di diametro. Staccarlo con una paletta una volta che si è solidificato, e quando prende un colore dorato-brunito girarlo.. metti due-tre minuti per lato. Per velocizzare la cottura ci si può regolare così: quando il primo lato del primo pancake è pronto, lo si gira e si versa il secondo pancake nella padella; quando il primo lato del secondo pancake è cotto, si gira e si versa il terzo. In questo modo si fa prima. Impilare i dischi a mano a mano che si cuociono."
"Ok"
"Disporre quattro pancake per piatto e servire. Ognuno li condirà come gli pare"
"Tu vuoi la marmellata o...?"
"No, io ho lo sciroppo d'acero"

Siccome questi sono pancakes un po' ribelli, non canonici.. sono dei Punkakes.
(ok la smetto)

The Buzzcocks - Ever Fallen In Love