7 ottobre 2011

Il tempo di lessatura dell'orzo corrisponde o no alla durata del primo disco degli Strokes?

Sono una mangiona. Credo fermamente che il cibo sia il piacere più immediato e profondo di cui si possa godere. Amo cucinare e sperimentare: poche mode, molta inventiva e religiosa devozione a tutto ciò che venga dal grano.

Ma.

Ieri ho scoperto, dopo attente analisi, di avere un'intolleranza media al latte vaccino e alle farine bianche.
Io.
Che vivrei di pane, pasta, pizza e litri di latte crudo bevuto direttamente dalla bottiglia.

L'idea di scrivere di nuovo dedicandomi a un blog più o meno "tematico" girava in testa già da un po'; dopo la forzata e obbligatoria rinuncia ai farinacei e ai derivati del latte, l'ho preso come una sfida personale alle mie velleità culinarie.
Sarò in grado di piegare le materie prime che dovrò utilizzare a gusti e invenzioni dell'ultimo minuto?
Riuscirò a impormi una disciplina zen nell'utilizzo delle alternative al grano?
Le mie papille reggeranno ai nuovi sapori che potrò scoprire?
Dovrò costringere i commensali invitati a cena a beccare del miglio da una ciotola?
Mi odieranno tutti mandando a ramengo la mia vita sociale?
E ancora:
Che musica si abbina ad un riso integrale?
Posso ancora ascoltare il rock'n'roll o l'avena si offende?

Insomma, qui si metteranno in tavola musica, fotografia, moda e si cercherà di sfamare tutti quanti a suon di "ricette intolleranti".
E comunque tu, kamut, non mi avrai mai.