11 ottobre 2011

Ma dove vai, con la spesa in bicicletta?

Io mi chiedo come ho fatto a stare otto anni senza pedalare.
Giuro, non me lo spiego.

Qualche giorno fa, uno scampanellio troppo invitante ha incuriosito il mio scetticismo, facendomi scendere le scale verso il suono squillante. Vecchia ma funzionante, un bel cestino davanti, il portapacchi dietro e il parafango anteriore sferragliante ad ogni frenata.
Dovrò darle una riverniciata perché quel rosso-maglione-pensionato è inguardabile; il colore sarà carta da zucchero con dettagli color panna o crema. (Sempre de robba da magna' se tratta, chissà come mai). Fa così vintage! Fa così francese!
Juliette, la bicyclette.

Inutile dire quanto sia diventata la mia compagna fedele: schiaffo la borsa nel cestino legandola al manubrio, slucchetto le ruote e parto per la mia pedalata quotidiana. Io e Juliette andiamo al lavoro, a fare shopping, a nuotare, a fare la spesa.

La gita quotidiana al Conad è stata fruttuosa: oltre alle necessarie pappe per il gatto, che ogni giorno diventa sempre più una specie di abbacchio molto peloso, ho trovato ad un prezzo più economico le farine di farro e di grano saraceno per panificare. E, tanto per tenere fede all'allure francese della giornata (tutta colpa di Michele e delle meravigliose foto di Parigi della superba Pandora), una confezione di pate de campagne au porc breton da mangiare sulle fette di pane di segale e avena.
(A proposito, nella versione lasciata lievitare più a lungo è venuto proprio come i pani di segale tedeschi: le stesse crosticine di superficie e lo stesso umido di mollica. Peccato che mi sia dimenticata di condirlo ammodino con sale, zucchero e semini e quindi sia leggermente amaro, ma la consistenza è gradevolissima. La prossima volta aumenterò il volume dei liquidi così da tentare l'esperimento "pane in cassetta").

Ho voglia di Francia, di Parigi, dei profumi meravigliosi di quella città. Stapperò una bottiglia di quelle comprate nella gita provenzale di febbraio scorso e mi godrò pane, pate e un'insalata di lattuga e cavolo nero à julienne.
Anzi, à Juliette.

Delia Scala & Silvana Pampanini - Bellezza in bicicletta