20 maggio 2016

Colazioni dal mondo - podcast numero 5 e un plumcake di recupero

CookInMusic è arrivato a cinque. Cinque puntate su Deliradio.it, con tanta soddisfazione e non poca voglia di proseguire. Mettici anche che sto rispolverando ricette
che ho voglia di cucinare
che francamente con la dieta anche basta
-va bene il controllo ma qui sto perdendo il gusto di mangiare-
-e non va bene-
metti che io di radio ci vivrei
e mettici pure che non me la posso mangiare
però ci sto arrivando
-potrei sempre fare una torta a forma di radio, ora che ci penso-

beh, cominciamo con le colazioni dal mondo. La ricetta del plumcake alle ciliegie glutenfree è quella di questa quinta puntata di CookInMusic.

8 maggio 2016

Three is a magic number - podcast e ricette sparse

Il tre è un numero perfetto, dicono.
In realtà è stata la puntata più incasinata, finora, di CookInMusic su Deliradio.it

Giudicate voi: tra canzoni che non partono, special guest, problemi tecnici eccetera, c'è stato da divertirsi un bel po' nel buio del San Belushi.

Special guest, Harry Piccirillo e il suo punk folk al casatiello.


23 aprile 2016

Il primo podcast non si scorda mai

È andata.
La prima puntata di CookInMusic su Deliradio.it, in onda giovedì 21 aprile, mi ha fatto uscire dallo studio dentro il San Belushi con un sorriso che non aveva intenzione di finire.
Poi ho mangiato una pizza schifosa e il sorriso è scemato, ma non la sensazione di libertà e viaggio dentro un altro mondo tutto nuovo che mi accompagna da quando ho alzato il primo canale del mixer in modalità on air.
"È la radio, è il potere della radio" mi ha detto qualcuno del mestiere per inquadrare quello sbandamento felice che mi ha illuminato il viso.
Allora festeggiamo, dimentichiamo quella pizza schifosa e andiamo a celebrare con magistrali fettuccine ai carciofi accompagnate da gollate di vino rosso al portico d'Ottavia.

Il primo podcast di CookInMusic in versione radiofonica, con tanti deliri (altrimenti che Deliradio sarebbe, scusate) è disponibile sul profilo Mixcloud ma siccome sono magnanima ve lo metto in embed qui sotto così potete ascoltarlo direttamente.



E la ricetta? Ah giusto, la ricettina della prima puntata: la BB, la Bea Brisé dell'erbana Beatrice Calia che tante volte mi ha salvato perché è facilissima, veloce e si può condire veramente con tutto.

250 gr di farina integrale (di grano o di farro)
130 ml di acqua naturale (col farro potete aggiungerne un paio di cucchiai in più)
1 vasetto di yogurt bianco (soia o normale, a scelta)
sale qb
olio qb

Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola fino a formare una palla bella elastica. Fate riposare una quarantina di minuti in frigorifero per far distendere le fibre del glutine e renderla più digeribile. 
Stendetela col matterello, mettetela in teglia e conditela con quel che vi piace di più. Potete anche tagliare l'impasto in miniporzioni singole e farcirlo a piacimento.

18 aprile 2016

CookInMusic on air su Deliradio

Radioestensioni conducono magneticamente azioni
Forse perché radioestensioni riattivano inconsapevoli propulsioni
(Subsonica - Radioestensioni)

La foto è dell'anno scorso ma vale lo stesso
Voi lo sapete che io parlo spesso per citazioni di canzoni, ma qui non mi basterebbe nemmeno l'intera discografia di Frank Zappa.
Quindi sarò breve.

CookInMusic esporta il suo essere digitale su Deliradio.it e diventa programma radiofonico dai contorni musicali sfaccettati tra il soul e l'hard rock per continuare a parlare di buon cibo e buona musica. 

Ogni giovedì a partire dalle 19.30, splendido orario da aperitivo e pre-cena che istiga alla salivazione, CookInMusic sarà in diretta streaming su Deliradio per accompagnarvi in un'ora e mezza di canzoni vintage, chicche, qualche novità e tantissime notizie dal mondo del cibo. Non tralasceremo niente.

Alla voce (sicuramente tremolante e impastata come una gelatina tiepida) ci sarò io. Non vedo l'ora di cominciare e al tempo stesso mi sento un po' morire.

Lo streaming di Deliradio è disponibile sul sito ufficiale; se volete ascoltare da cellulare, scaricate la app TuneIn e cercate "Deliradio".

I contatti per farmi salire l'ansia mentre sto in diretta sono ovviamente:
-la pagina Facebook di CookInMusic
-il Twitter @aricookinmusic
-la pagina Facebook di Deliradio.it

Qui c'è l'evento ufficiale di debutto: preparate le birrette virtuali che stappiamo tutti insieme. 

3 aprile 2016

Mangiare a Roma - Farinè a San Lorenzo, la pizza come fatta in casa



La pizza resta una delle passioni più sublimi della mia vita.
Farla, ma soprattutto mangiarla quando preparata bene.

A Roma, gioco facile, la pizza è sovrana: la pala è una tradizione, i forni mediamente di buona qualità, la scelta variegata e ricchissima di tradizione (zucchine, alici e fiori di zucca, bianca con mortadella, patate e mozzarella...). La classica pizza romana è sottile, scrocchiarella, e a volte non mi basta.

Io preferisco la pizza col cornicione morbido dentro, ben lievitata, e con ingredienti semplici ma accostati in modo creativo.

Ho trovato la mia casa della pizza da Farinè a San Lorenzo, in Via degli Aurunci: posto piccolo, ricambio di perse straordinario, ambiente semplice ma confortevole e una serie di caratteristiche speciali:
-le pizze non sono molte, circa sette tipologie di cui almeno quattro strettamente tradizionali e fisse, mentre le "speciali" ruotano ogni settimana
-tre formati: small (sfizio da assaggio, modello pizzetta classica), regular (leggermente più grande) e large (grandezza standard), a libera scelta a seconda dei commensali e delle cose da assaggiare
-il servizio: la pizza viene presentata su fogli di carta, già fatta a spicchi, e si mangia serenamente con le mani.

Tutto questo per dire che Farinè ha vinto laddove altre pizzerie più storiche non erano riuscite: impasto digeribilissimo, bella alveolatura -ora faccio la sapiente-, croccantezza superficiale che la rende piacevolissima, ottima creatività nelle pizze speciali e soprattutto un calzone ripieno che ha affascinato tutti, anche una vegetariana come me, dato l'accostamento tra foie gras, mela annurca e salsa di lamponi... assolutamente divino (sì, l'ho assaggiato).



Tornare da Farinè? Sì, sicuramente, senza dubbio alcuno. Soprattutto per "la pastorale" con patate lesse, cipolla rossa, maggiorana e spolverata di pecorino all'uscita... E per le nuove pizze speciali che cambiano settimana dopo settimana.

Io ho trovato la mia casa della pizza a Roma. E dici niente...

Farinè la pizza
Via degli Aurunci, 6/8 (San Lorenzo)
00185 Roma  
Tel: 064451162
Facebook (aggiornato): Farinè

(Le foto sono tratte dalla pagina Fb di Farinè)

30 marzo 2016

Polpettine di ceci e bieta con salsa di zucca e germogli - cose che ho imparato negli ultimi due mesi



Cose che ho imparato negli ultimi due mesi:
-mettersi a dieta non è difficile, basta avere il nutrizionista giusto
-seguire la dieta in modo rigorosamente talebano ti semplifica la vita: sai già cosa mangerai, quindi non è difficile cadere in tentazione
-quando reimpari a mangiare ti sembra di avere le chiavi d'accesso al segreto del cibo
-cominci ad apprezzare il non elaborato: pochi grassi, cotture, intingoli eccetera

Però ti viene una voglia stratosferica di dolci.
Incontrollabile.
Del tutto ingestibile, subdola, aguzza lo stomaco e la lingua, fa venire i crampi allo stomaco dalla disperazione.

Io, i dolci. Che non sono mai stata chissà che appassionata, mentre avrei ucciso per una focaccia fatta bene.

E invece all'odore della pizza resisto, ma non a quello di un cheesecake, di una crostata genuina, di biscotti tiepidini. Mi so contenere, eh. Ma dentro sbavo senza controllo.

Mettici anche che mi sono iscritta ad un corso di pasticceria vegana al Romeow Cat Bistrot, uno dei pochi neko-cafè d'Italia (sono i bar con i gatti dentro, solo che questo è un posto più elegante e radical chic, con sei splendidi micioni che si fanno allegramente gli affari loro), perché sentivo di avere voglia di curiosare più a fondo nel genere, oltre al fatto che mi sembrava un modo intelligente di ricreare in parte quel Club des Pirottines bolognese che tante amicizie belle ha portato.

Quei pochi dessert che mi sono concessa di assaggiare hanno spalancato mondi sommersi di armonie alle mie papille gustative, col risultato che adesso non farei altro che sfondarmi di gaufres al farro con panna di soia (mentre scrivo ne sto evocando il sapore e sto salivando, ve lo dico) o torte di mele.
E la ganache al cioccolato e latte di mandorla?
E poi vogliamo pure metterci la scoperta di una pasticceria favolosa come Uovo A Pois che merita post a parte a breve?

Niente, ho voglia di dolci. Biscotto, muffin, pancakes: non sto morendo per la cioccolata ma per altri zuccheri poco nobili. Vorrei infilare le dita in una crema pasticciera, ammorbidire bignè, lasciarmi sbriciolare come una frolla ben fatta.

Invece vi posto una ricetta di polpettine di ceci e bieta con salsa di zucca che sono state votate in un vecchio sondaggio su Facebook, due mesi fa, e che ancora non avevano trovato la loro descrizione su queste pagine. È talmente facile che quasi mi vergogno.

Polpettine di ceci e bieta con salsa di zucca e germogli 

Ingredienti per le polpettine:
200 grammi di ceci lessati e freddi
200 gr di bieta lessata e sgocciolata
1 cucchiaino di tahine 
sale
pangrattato (o farina di mais fioretto)
olio

ingredienti per la salsa di zucca
200 gr di polpa di zucca lessata
paprika ungherese
prezzemolo

germogli di radicchio e rametti di rosmarino per guarnire

Passate al passaverdure (o al mixer se preferite) bieta e ceci insieme, aggiustate di sale e aggiungete un cucchiaio di olio, la tahine e poco pangrattato. Formate le polpettine, passatele nel pangrattato (o nella farina di mais fioretto) e disponetele su piatto largo, coperte, a riposare in frigo per compattarsi.  Passatele in forno per mezz'oretta a 200 gradi, oppure se avete fretta potete anche farle in padella con poco olio. Fritte son più buone, ovviamente, ma più pesanti.
Nel frattempo rullate la polpa di zucca ancora calda e sgocciolata, fatela andare in padella per "tirarla" un po': speziate a piacimento, io apprezzo il tocco dolce e piccante insieme della paprika quindi tendo ad abbondare, ma va a gusto.
Mettete poca salsina sul piatto e il resto in piccoli bicchieri con i rametti di rosmarino a fare da "cucchiaio". Sopra la salsa, tre polpettine e i germogli di radicchio come guarnizione.

In abbinamento, usciti dall'inverno: The Winstons - On a dark cloud

15 gennaio 2016

I buoni propositi del 2016, ovvero non farli e vivere benissimo



A mezzanotte del 31 dicembre stavo chiedendo ad un cameriere annoiato di allungarmi una bottiglia di spumante. Altro che romantiche attese per il bacio all'orario spaccato oppure balli sfrenati in compagnia di amici: solo io nel mio vestito rosso audace e il cameriere che mi guardava come se non vedesse l'ora di liberarsi di me.
Ho stappato tra vetri rotti da troppe vibrazioni musicali e come da tradizione mi sono attaccata a canna alla bottiglia, perché la vera classe non è acqua ma ha sempre le bollicine che danno il pizzicore al naso.

Non ho voglia di buoni propositi per il 2016. Leggo svogliatamente i consigli dei siti di benessere e lifestyle e lo faccio giusto per darmi un'infarinata delle solite cose, perché tanto alla fine parliamo sempre degli stessi argomenti: l'attività fisica, il mangiare sano, lo stare all'aria aperta.

Dillo ad una freelance che lavora almeno 12 ore al giorno sbragata al computer e ama cucinare.

Quando il corpo chiama solo cibi saporiti ricchi di morbido olio e la pelle inizia a riempirsi di microcrateri come la Luna, capisci che devi dare una frenata a quei tozzetti e ai torroni di frutta secca. Però non significa che si debba rinunciare di colpo al piacere del mangiare e buttarsi direttamente sullo scondito a tutti i costi. Diciamo la verità, la verza lessa non fa gola a nessuno. Per niente. È buona, sicuramente, ma non sarebbe meglio mangiarla dentro un bell'involtino primavera?

Se c'è un'unica sfida alimentare per quest'anno, è quella di riuscire a concedermi tutto quello che mi va di mangiare senza sensi di colpa. Perché questo ho: il senso di colpa dei jeans che si allacciano a fatica, della pancia che sporge, delle guance tornate rotonde grazie a massicce dosi di carboidrati -provateci voi a resistere alla pizza al taglio sfornata calda sul tagliere-, dei fianchi che si espandono in tre dimensioni.

Persino mio padre, al quale della forma fisica della sua fanciulla non è mai fregato nulla, nel corso dell'ultima cena fuori ha sussurrato a mia madre "però, mangia adesso!" additando la robusta porzione di baccalà in umido e broccoletti ripassati che avevo diligentemente sbafato spolpando persino le lische.

Il celeberrimo baccalà all'orvietana

Mangiare è un piacere in senso epicureo, e lo è anche sentirsi bene in una pelle curata e compatta. Se la sensazione che hai è di goffaggine, pesantezza, malagrazia, c'è qualcosa che non va: e rifugiarsi nel cibo non è di certo la soluzione migliore. Perché chi ama cucinare, poi, difficilmente riesce davvero a controllarsi. Trovare l'equilibrio tra questi due elementi è difficile.

Io di propositi per il 2016 ne ho uno e riguarda la mia carriera lavorativa: non è un mistero, voglio fare la radio e sono una speaker dal profondo, la voce è il mio strumento. Dammi una lista di canzoni, dimmi che devo parlare tot minuti o tot secondi, e io lo farò rispettando i tempi. Questo è un obiettivo: tutto convergerà verso di lui.

Di cucina continuerò ad occuparmi con estremo amore e con la curiosità di provare sempre qualcosa di nuovo. Prima o poi riuscirò a comprare una selezione di alghe e capire come usarle, ho già apprezzato il gomasio, sperimentato varie tipologie di farine e la sfida vera che mi aspetta è andare a carpire i segreti per preparare i migliori carciofi alla romana e alla giudia che la storia di Roma ricordi.

Si riparte dalle basi. Da se stessi.