lunedì 31 dicembre 2012

Caro 2012

Caro 2012,

sei stato un anno difficile. Hai messo a dura prova la mia calma, la mia pazienza e il mio sense of humour. Hai acuito i dolori, le distanze, le mancanze e le perdite, dilatando le lacrime come un effetto Doppler. Ti sei permesso di allungarti in trasversale, infastidendo lo scorrere dei giorni con grumi di minuti, di ore di troppo. Mi hai riempita di brutti pensieri, astio, rancore, vergogna, senso di colpa, paura, insicurezza, inadeguatezza, impotenza. Mi hai sbattuta al muro spaccandomi i denti con i miei stessi limiti.

Caro 2012,
sei stato un anno di piccoli soddisfazioni stiracchiate, a fronte di traguardi importantissimi. Mi hai fatta laureare il soleggiato primo giorno di primavera, affrontando con un sangue freddo da cieli del Nord una situazione che più assurda e rischiosa non poteva essere. Mi hai fatto affrontare a testa alta e sorriso stampato un ambiente ostile e faticoso, finché non sono riuscita a trovare il groove giusto per affrontare la difficoltà e le carte in tavola sono nuovamente cambiate, portando più allegria e serenità. Mi hai posto di fronte ad una scelta e, malgrado l'economia non girasse bene, sono salita su un aereo perché avevo bisogno di scavallare l'Asia e approdare a testa in giù.

Caro 2012,
sei stato un anno meravigliosamente musicale. Concerti in giro per l'Italia, a seguire le goodvibes. La mia voce rispolverata e nuova, più profonda e scura, carica di bassi dolci e vibrati. Le lezioni di Beatrice, la mattina, che mi caricano di energia nei punti giusti e mi sbloccano il flusso vitale. Il gusto delle cover assurde che fanno sgranare gli occhi a chi ti ascolta per strada. Gente che si ferma dopo il concerto a parlare di musica, di idee, di progetti, di canzoni e non si limita a generici complimenti, ma ti cerca per sentirti cantare.

Caro 2012,
sei stato un anno di nuovi amici e conoscenze sempre più diverse e adorabili. Qualcuno si è perso, qualcuno mi ha tenuto per mano per un pezzo di strada, qualcuno tiene saldo il suo posto nella staffetta dell'amicizia, qualcuno è così presente e importante che sembra amico/a da una vita. William, Ilaria, Leonardo, Elisa, Andrea, Antonella, Michele, Michele, Peppe, Liliana, Francesco, Anna, Mirko, Gaia, Lorenzo. Io vorrei ringraziarvi ma so che non sarebbe sufficiente.

Caro 2012,
vai in pensione tu che puoi. Lasciaci svegliare domani agli orari più improbabili e sperare che il 2013 sia migliore di te. Lasciami pensare che il prossimo anno compio 30 anni e mi sento felicemente lontana da ogni stereotipo di trentenne à-la-Muccino. Lasciami pensare che la musica riempirà tutti quei vuoti che mi fanno ancora paura. Lasciami sperare che avrò un coraggio da leone, una forza da toro, una diplomazia da bilancia e una testardaggine da ariete in quello che tornerà e sarà.

Caro 2012,
ti auguro buon riposo nel tuo cassetto dei calendari scaduti. Inforco le mie scarpe preferite e ti lascio nel migliore dei modi: sculettando.

2 commenti:

  1. Meglio tardi che mai, passo da te e vedo tutti questi saluti al 2012. Li ho letti e ho riso, son tornata seria, ho riso, mi è scappata una lacrimuccia, ho riso e infine ho pensato, ho pensato che sei proprio una fantastica persona, mai banale, un uragano, una persona vera.
    E allora io ringrazio il 2012 perché anche se è stato un anno abbastanza di merda qualche cosa di positivo l’ha portata, fra le altre quella di averti conosciuta alle Pirottine, assieme a quell’altra squinternata della Frison, e anche se magari mi vedi come una babbiona (visto che quest’anno io ne faccio 42) spero che il 2013 e tutte le pirottinate che ci aspettano possano far diventare questa conoscenza magari un’amicizia.
    Bacioni!
    Francy

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    1. ma tu sei proprio burro e zucchero, Francy. Ti adoro.

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